Edizioni Spartaco, artigiani di parole. Come una ‘visione’ può insegnare come gira il mondo

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Praticare, più che proclamare il valore della bibliodiversità significa tenere l’orecchio teso all’ascolto di storie di editoria indipendente, che trovano nella loro ‘resistenza’ una ragione di dignità invincibile. La storia che oggi Printì editoria sceglie di raccontare è la storia di Edizioni Spartaco, casa editrice campana che da più di un ventennio abita il mondo editoriale mettendo al mondo creature che si distinguono per i meriti di una letteratura accattivante e di una grafica brillante. All’editore – raccontano i fratelli Di Monaco, cuore pulsante della casa editrice come della suggestiva libreria – tocca scegliere la materia prima e trasformare una bozza in libro. Pubblicare libri impone delle responsabilità: verso l’autore, che dona la parte più intima di sé a chi lo legge ed è importante che siano in tanti a farlo; verso il lettore, che merita il cibo più nutriente per la sua mente e il suo spirito. La parola agli editori…

I fratelli Di Monaco, Tiziana e Ugo

Qual è la storia editoriale di Edizioni Spartaco? Quale la stella nel cui segno è nata e quale la cometa che oggi ne guida il cammino?

«Edizioni Spartaco è nata nel 1995 a Santa Maria Capua Vetere (Ce). Nell’oroscopo cinese, quest’anno appartiene al segno del cinghiale, che si distingue per ottimismo e testardaggine, due caratteristiche che ci appartengono. La nostra stella polare è la determinazione, quella cometa lo spirito libertario. Astrologia a parte, una casa editrice di qualità deve essere innanzitutto coraggiosa: come il capitano MacWhirr di Conrad, deve affrontare il tifone del mercato editoriale, tenere duro e guardare avanti».

Chi è l’editore e qual è il suo ruolo nel mondo contemporaneo?

«L’editore è un artigiano delle parole: il suo compito è ritagliarsi uno spazio di libertà, complici gli autori che meglio e con più efficacia riescono a raccontare, a dire, a comunicare. Il suo ruolo deve essere esercitato in maniera autonoma e indipendente da condizionamenti quali l’opportunità o il facile guadagno. Saldo nelle idee da comunicare, è giusto che pubblichi ciò che gli piace: solo così può offrire produzione letteraria e saggistica senza tradire le aspettative dei lettori che lo seguono e si fidano delle sue scelte».

Cosa aggiunge la letteratura alla cronaca?

«Pubblicare libri risponde all’esigenza più profonda di condividere pensieri, sentimenti, soprattutto idee. Frequentare scrittori del passato e del presente, frequentare la letteratura quotidianamente aiuta a capire come gira il mondo, molto più di quanto non faccia l’aggiornarsi sui fatti di cronaca».

Ugo di Monaco al Salone internazionale del Libro di Torino

Qual è il contributo che la narrativa e la saggistica contemporanee apportano alla Letteratura? Come le vostre collane Dissensi e I Saggi si pongono rispetto a quest’obiettivo?

«Ciò che fa la letteratura è offrire una visione. Giulio Verne è sbarcato sulla luna circa cento anni prima che ci mettesse piede Neil Armstrong nel 1969. La letteratura spesso fotografa la società contemporanea e indica il “re nudo” a chi sa leggere tra le righe. Attraverso metafore e similitudini, romanzi e racconti in tutte le epoche hanno denunciato regimi totalitari e atteggiamenti tirannici anche all’interno delle democrazie. La saggistica, poi, aiuta l’approfondimento e, quando diventa docu-fiction, se è vero che deve mantenere rigore nelle fonti e nelle informazioni fornite, può mutuare dalla letteratura uno stile più fluido e quindi divulgativo. Le nostre collane Dissensi e I Saggi puntano proprio a questo: offrire prospettive altre, favorire il dubbio, scardinare convinzioni preconfezionate o indotte».

Pubblicare libri come atto di responsabilità nei confronti del proprio tempo. Cosa fa di un manoscritto, come progetto individuale, qualcosa di capace di parlare al bisogno di senso e di significato di tutti? In altri termini, come riconosce tra le storie che le vengono sottoposte i libri da pubblicare?

«Innanzitutto il manoscritto deve rispondere alla filosofia che sta alla base delle nostre due collane: Dissensi e I Saggi. Dunque una narrativa capace di andare controcorrente per contenuti o per stile, saggi di ispirazione storico-libertaria, docu-fiction tutt’altro che scontata. I manoscritti possono essere spediti esclusivamente per posta ordinaria, in formato cartaceo, allegando una sinossi e una breve biografia, all’indirizzo Edizioni Spartaco, via Martucci, 18 – 81055 Santa Maria Capua Vetere (CE). C’è un comitato di lettura composto di dieci membri che legge i testi, li valuta e poi si confronta nel corso di una riunione di redazione».

Libreria Spartaco, luogo dello scambio e della socialità culturale;
vetrina per i piccoli e medi editori indipendenti;
punto di riferimento per le persone innamorate della lettura, un approdo per quanti non amano leggere ma sono abbastanza coraggiosi da provare.

L’editore è a suo modo un cantastorie… Vuole raccontare ai nostri lettori una storia che ha fatto breccia più delle altre nel suo cuore di editore?

«Un dottore di Medici senza Frontiere, originario della provincia di Caserta e in missione in Africa, è venuto a trovarci dopo aver letto un libro pubblicato dalla Spartaco. Si tratta di “Ammazza un bastardo”, firmato da due autori francesi, che qualcuno aveva lasciato nella biblioteca comune dell’ospedale da campo. Depositato un altro volume, si è tenuto quello che gli era piaciuto particolarmente, meravigliandosi che l’editore fosse delle sue parti. Ha voluto conoscerci per farci i complimenti».

Quando un libro smette di essere un sogno o una proiezione e diventa un oggetto, cosa si prova ad averlo tra le mani?

«In realtà il lavoro è appena cominciato, perché il libro va venduto. Prima dell’uscita nelle librerie, deve essere intessuta tutta una rete di rapporti con giornalisti, addetti al settore, librerie. Crediamo fermamente in ciascun libro che pubblichiamo, su quel testo investiamo tempo e denaro, quindi la nostra passione va trasmessa al lettore. Deve provare la nostra stessa emozione nel guardare la copertina, nello sfogliare le pagine, nell’odorare la carta impregnata di inchiostro, nel lasciarsi trasportare dalla storia narrata, che sia di fantasia o reale. Solo allora, quando hai la sensazione di aver raggiunto questi obiettivi, puoi ritenerti pienamente soddisfatto».

 Vuole aggiungere qualcosa?

«Buone letture con Edizioni Spartaco. Non ne rimarrete delusi».

Per dare uno sguardo al Catalogo completo di Edizioni Spartaco: http://www.edizionispartaco.com/catalogo/ 

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