L’attualità dell’editoria sociale: Pietro Graus e la chiave del successo

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logo_grausFondata nel 2002, per iniziativa di Pietro Graus, la casa editrice campana che porta il suo nome, orienta la propria attività verso una produzione di alto livello culturale, variando nei diversi settori: saggistica, narrativa, editoria specializzata per bambini, poesia, affermandosi oggi nel panorama italiano soprattutto per il rigore delle scelte, della precisione e la cura con cui segue tutte le pubblicazioni senza tralasciare alcun dettaglio. Nel proprio vario e complesso quadro, la Graus si affaccia anche in altri ambiti culturali come l’arte, la musica, il teatro, lo spettacolo. Di recente ha visto la luce l’ultima collana “Lettera 32” dedicata all’attualità. Racconta la formula del successo editoriale a Printì Editoria Pietro Graus.

Tra le dodici personalità che si sono distinte con il loro operato “a tutela dei diritti umani, della pace, della giustizia e nella vita sociale”, nel più autentico spirito del Santo di Assisi, è stato insignito del Premio Internazionale per la Pace “San Francisco Award”. Cosa rappresenta per lei questo premio?

«Aver ricevuto il San Francisco Award mi riempie di orgoglio e rappresenta un segnale della capacità della cultura di raggiungere tutte le periferie morali e legali del nostro tempo. Ciò che maggiormente ho apprezzato della consegna di questo premio, che quest’anno era dedicato alla memoria di Giovanni Falcone e delle vittime della mafia, è stato il non conoscere personalmente né la giuria né le personalità che intorno al premio ruotano. Siamo stati ‘scoperti’ a partire dalla nostra reputazione, dal nostro attivismo nel mondo della beneficienza e questo è il valore su cui sono fondate le ragioni di un premio che conferma la sensibilità della casa editrice alle cause della nostra epoca».

Qual è la linea editoriale di Graus Editore?

«La linea editoriale che abbiamo scelto di non avere ci vuole aperti a ogni tipo di pubblicazione, dai testi specialistici di medicina al mercato di nicchia della poesia, passando per i molti titoli della collana dedicata alla cronaca, che comprende titoli che vanno per la maggiore e confermano la voglia della nostra società di capire il mondo in cui abita. Vantiamo una “scuderia” di oltre ottocento autori, tantissimi esordienti, ed un incessante lavoro di scouting, siamo presenti sullo scaffale delle librerie in tutta Italia distinguendoci per un catalogo che spazia dalla narrativa alla saggistica, con una collana di poesia e un’attenzione particolare a quello che succede intorno a noi, all’attualità, ai tempi che cambiano».

Pietro Graus al momento della consegna del premio dalla Crociera della Musica Napoletana come azienda leader dell’editoria della Campania

Pietro Graus al momento della consegna del premio dalla Crociera della Musica Napoletana come azienda leader dell’editoria della Campania

Quali i progetti editoriali che rendono onore alla casa editrice?

«In una prima fase verso la fine degli anni Novanta, ho scoperto il gusto di fare l’editore in prima linea. Nei primi anni 2000, oltre alla narrativa, sono arrivate anche altre collane come quella dedicata alla Papirologia, in collaborazione con l’Università di Lecce. Nel 2003 ho pubblicato alcuni racconti inediti di Michele Prisco, una delle rarissime volte in cui lo scrittore Premio Strega ha “tradito” il suo storico editore. Alda Merini, Maria Orsini Natale e talentuosi esordienti, ne hanno segnato il percorso. Tra i talenti scovati anche Maurizio de Giovanni, che ha pubblicato per la prima volta con noi, con il libro ‘Le lacrime del pagliaccio’. Nel 2013 ‘Il paese nasconde’ del giallista Andrea Esposito è stato pubblicato in allegato con ‘Il Sole24Ore’. Tra i tanti partner, Claudio Angelini, storico inviato del Tg1, che ha fornito alle attività del marchio un’apertura verso un altro universo: gli Stati Uniti. A New York, all’Istituto Italiano di Cultura prima, all’Istituto “Dante Alighieri” poi, sono stati presentati alcuni progetti editoriali e culturali, tra cui il romanzo di Mario Fratti, autore del musical Nine. Altre incursioni sui mercati esteri hanno fatto approdare il marchio in Grecia e Spagna. Realtà radicata nella zona d’origine, la nostra, ma con un terzo di autori che arriva da altre regioni d’Italia. Non a caso, attualmente, siamo distribuiti in Canton Ticino, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna».

Quali valori orientano le scelte di Graus Editore

«Ciò che ci distingue è un metodo editoriale chiaro e professionale che accoglie l’autore e lo fa entrare nella nostra ‘squadra’, come amo chiamarla. Si tratta di uno staff di giovani che esamina il manoscritto, lo valuta, eventualmente collabora con l’autore a rimaneggiare il testo per renderlo il più possibile vicino ai desideri degli autori e al gusto del pubblico. Ci piace sottolineare una nostra caratteristica, di cui andiamo fieri. Ogni programmazione, ogni strategia, ogni pianificazione è realizzata in maniera ‘artigianale’, cercando di interpretare il mondo che ci comunica chi ci sta di fronte. Con quest’approccio, entrando cioè, sinergicamente in contatto con le richieste dei nostri autori, possiamo interpretarne i sogni e provare, per quanto ci è possibile, a renderli realtà».

Quale crisi l’editoria sta affrontando? Quale la via di fuga? 

«Non riesco a pensare a una via di fuga che non sia quella di invogliare le persone a leggere di più. Dai dati è evidente, anche sulla base del fatturato, il dislivello abissale che separa il Nord dal Sud. Al Sud la percentuale dei lettori raggiunge l’8%, da Roma a Firenze raggiunge l’11% per raddoppiarsi se si considera l’Italia da Firenze in su. La crisi non è che questa secondo me e per sfuggirle è necessario elaborare strategie di avvicinamento alla lettura nelle scuole, ma non soltanto. Quest’anno abbiamo scelto di portare i nostri libri nei lidi della Costiera Amalfitana, grazie alla collaborazione con vari comuni nell’ambito del progetto ‘Per un tuffo di libri’. Si tratta di un format già rodato, che abbiamo messo alla prova nell’isola d’Ischia, dove Graus editore ha investito per portare i libri negli stabilimenti balneari. Bisogna inventare». 

Come gli strumenti della Rete hanno cambiato il modo di fare editoria?

«Oggi Internet ha cambiato il modo di arrivare al pubblico, ma ciò non toglie che sia necessario, alla maniera classica, avere un prodotto eccellente, di qualità. Se il prodotto è eccellente, la campagna di comunicazione, principalmente social, ma anche genericamente mediatica, funziona. Non a caso abbiamo voluto che una persona si occupa esclusivamente dei social network. Due mesi prima che il libro venga lanciato, promuoviamo attraverso i nostri canali e non solo una scheda di presentazione che rende il testo conosciuto e riconoscibile».

Dal motto “Ascoltiamo storie per raccontarle” alla volontà di essere presenti e raccontare “Quello che succede intorno a noi, l’attualità, i tempi che cambiano”. Quanto è gratificante il suo lavoro?12031513_178570769151527_3461409578341579971_o

«Dico sempre che tutto arriva a chi ci crede, motto che è anche il titolo di un nostro libro, che interpreta bene la mia volontà di dare sempre massima positività a tutto ciò che ci fa credere nel lavoro. Vengo da un’esperienza da professionista della grafica e poi ho iniziato con la casa editrice, ma posso dire di non essere mai stato fermo e di non esserlo affatto ora, mentre stiamo già programmando le pubblicazioni per il febbraio e il marzo del 2017. Il prodotto e la qualità premiano sempre, perché posso dire con orgoglio che dalla grafica fino alla stampa condividiamo con tutti i protagonisti della filiera una professionalità eccellente che fa della nostra una squadra che può dire di non essere toccata dalla crisi».

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